24 mars 2006
Il segreto di Ustica
Roma, 15 dicembre 2005 - La notte del 27 giugno 1980 i radar di Fiumicino interrompono la registrazione dell'Itavia 870, un Dc9 in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone.
L'aereo è scomparso dai tracciati. Dopo alcune ore si ha la certezza che è caduto in mare a nord di Ustica. Non ci sono superstiti.
Ecco, le principali tappe della vicenda nei quasi ventiquattro anni di indagini e misteri che hanno preceduto la sentenza di oggi di assoluzioneper il gen. Lamberto Bartolucci, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica e il suo vice Franco Ferri.
27 GIUGNO 1980 - Ore 20,59',45. Il Dc9 I-Tigi Itavia, in volo da Bologna a Palermo, partito con due ore di ritardo, si inabissa a nord di Ustica. Ottantuno le vittime fra passeggeri ed equipaggio, di cui 13 bambini, due non avevavo ancora compiuto due mesi.
GIUGNO 1980 - Il gruppo neofascista dei Nar rivendica la strage: per i giudici si tratterà di un vero e proprio depistaggio operato dalcosidetto Super Sismi.
LUGLIO 1980 - Il ministro socialista della difesa Lelio Lagorio riferisce al senato dell'incidente escludendo coinvolgimento di aerei militari. Le autorità aeronautiche sostengono l'ipotesi del ' cedimento strutturale' del velivolo. Il generale Romolo Mangani, comandante del Centro operativo regionale di Martina Franca, responsabile del controllo radar dei cieli del sud verrà accusato di 'alto tradimento peraver depistato le indaginì.
LUGLIO 1980 - Sui monti della Sila viene trovato un Mig 23 libico, forse caduto la notte del 27 giugno, la stessa della tragedia del DC9. Il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista della base di Poggio Ballone (Grosseto), confessa alla moglie: 'Quella notte è successo un casino, per poco non scoppia la guerra'. Dettori morirà suicida nel marzo dell'87 ossessionato da una scritta che, dice, non l'abbandona mai: 'Il silenzio è d'oro e uccide'.
DICEMBRE 1980 - L'Itavia, l'azienda del DC9 esploso, dirama un comunicato stampa che indica come unica ipotesi valida a spiegarela caduta dell'aereo quella di un missile.
MARZO 1982 - La prima commissione d'inchiesta parlamentare (presidente Carlo Luzzati) sostiene che senza l'esame del relitto non è possibile chiarire se il DC9 cadde per esplosione interna (bomba) o esterna (missile).
AGOSTO 1986 - Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga chiede al Presidente del Consiglio Bettino Craxi di rendere possibile il recupero del relitto con questa motivazione: 'ogni ritardo nelle indagini comporta il rinvio delle eventuali misure correttive che potrebbero rivelarsi indispensabili per la prevenzione di altri incidenti'.
GIUGNO 1987 - La ditta francese Ifremer cominciale operazioni di recupero del DC9. MARZO 1989 - Dopo cinque anni di lavoro i periti della commissione Blasi nominata dal giudice Bucarelli concludono che il DC9 è stato abbattuto da un missile.
MAGGIO 1990 - A sorpresa, due dei componenti la commissione voluta da Bucarelli fanno marcia indietro riproponendo l'ipotesi della bomba.
MARZO 1993 - Alexj Pavlov, ex colonnello del KGB, rivela la sua verità: il DC9 fu abbattuto da missili americani, i sovietici videro tutto dalla base militare segreta che nascondevano vicino a Tripoli: 'Fummo costretti a non rivelare quanto sapevamo per non scoprire il nostro punto di osservazione. Quella notte furono fatte allontanare tutte le unità sovietiche della zona perchè sapevamo che ci sarebbe stata un'esercitazione a fuoco delle forze americane'.
DICEMBRE 1993 - Andrea Crociani, imprenditore toscano,viene interrogato dal giudice Rosario Priore, titolare dell'inchiesta. Crociani rivela le confessioni a lui fatte da Mario Naldini, il tenente colonnello che prestava servizio all'aeroporto di Grosseto e che la sera del 27 giugno si alzò in volo con il suo caccia TF140 per un'esercitazione Nato. 'Mario mi disse: 'quella notte c'erano tre aerei. Uno autorizzato, due no. Li avevamo intercettati quando ci dissero di rientrare. All'aeroporto di Grosseto, dopo l'atterraggio, ci informarono della tragedia del DC9'. Naldini è il capo squadriglia delle Frecce Tricolori, morto a Ramstein nell'agosto dell'88 durante la disastrosa esibizione che causò la morte di 51 persone. Dieci giorni dopo doveva essere ascoltato da Priore per i fatti di Ustica.
FEBBRAIO 1994 - Il giornalista Claudio Gatti ricostruisce con Gail Hammer una nuova verità. Il Dc9, secondo l'ipotesi, fu abbattut oper sbaglio dai servizi segreti israeliani che volevano colpire un aereo che trasportava uranio arricchito destinato a una centrale nucleare irachena
La tragedia di Ustica non fu certamente provocata dal cedimento strutturale del Dc9 dell'Itavia che volava da Bologna a Palermo il 27 giugno del 1980. Ma probabilmente da un missile esploso dall'esterno dell'aereo. Il Tribunale di Roma con sentenza del 26 novembre 2003 , a 23 anni dalla tragedia, ha dichiarato responsabili i ministeri dei Trasporti, della Difesa e dell'Interno, e li ha condannati in solido a risarcire all'Itavia i danni, quantificati in circa 108 milioni di euro (210 miliardi delle vecchie lire).
La sentenza faceva seguito al lungo giudizio intentato dall'Itavia, assistita dall'avvocato Giuseppe Alessi, nel 1981, pochi mesi dopo ifatti. L'Itavia ha sostenuto che il disastro di Ustica 'non fu provocato da cedimento strutturale dell'aereo ma da un missile lanciato da un altro aereo, che la responsabilità dell'incidente era imputabile ai ministeri della Difesa, dell'Interno e dei Trasporti che non avevano garantito la sicurezza dell'aerovia assegnata alla Itavia e che i danni sofferti dalla Società, che aveva cessato l'attività perchè dichiarata decaduta da tutti i servizi di linea ed era stata sottoposta all'amministrazione straordinaria, erano pari allo stato passivo accertato dalcommissario governativo'.
27 NOVEMBRE 2004 vengono depositate le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Roma sulla strage di Ustica . I giudici rilevano, tra l'altro, 'una forte determinazione ad orientare nel senso voluto dallo Stato maggiore dell'Aeronautica le indagini a qualsiasi livello svolte su Ustica'. Nell'aprile precedente la terza sezione della Corte d'Assise di Roma ha assolto, da tutte le accuse contestate, i generali dell'Aeronautica Militare Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo individuando responsabilità nelle condotte deigenerali Bartolucci e Ferri in merito alle informazioni che i due militari fornirono, in maniera errata, alle autorità politiche, anche se perquesto capo di imputazione il reato è considerato prescritto.
In particolare i due alti ufficiali, informando in maniera distorta il Governo, esclusero il possibile coinvolgimento di altri velivoli la seradel 27 giugno 1980. Le motivazioni depositate, secondo daria Bonfietti, senatore Ds e presidente dell'Associazione dei parenti dellevittime della strage, 'ribadiscono che ad opera dei veritici dell'Aeronautica è stato commesso ilreato di alto tradimento: in quanto,avendo dati sulla presenza di altri aerei attorno al Dc9 Itavia, 'inequivocabilmente significativi', decisero di non trasmetterli alGoverno'.
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